Il Progetto

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Obiettivo del Progetto

Il progetto Breast Unit in Beit Jala Hospital ha l’obiettivo di rafforzare il Sistema Sanitario palestinese per la cura dei tumori al seno attraverso l’istituzione di un Centro Senologico Multidisciplinare presso l’ospedale di Beit Jala: la prima Breast Unit palestinese.

Descrizione del Progetto

Sulla base dei dati rilevati nel registro dei tumori del Ministero della salute palestinese, il cancro al seno è il tumore più comune in Palestina. Nel 2018 tra le donne sono stati segnalati 433 casi di carcinoma mammario, che rappresentano il 27,6% di tutti i casi di cancro tra le donne, con un tasso di incidenza del 33,4 casi per 100.000 abitanti di sesso femminile. Anche in Europa questa malattia, che interessa quasi esclusivamente le donne, è tra le più frequenti patologie tumorali.

Studi sull’argomento, tra cui EUSOMA “The requirements of a Breast Cancer Center”, hanno dimostrato che i tassi di guarigione possono essere aumentati in modo significativo se il sistema sanitario nazionale è organizzato per l' identificazione precoce della malattia, per il suo trattamento in Centri Senologici Multidisciplinari e per i successivi controlli programmati tesi a prevenire recidive. Nel 2003 e 2006, il Parlamento europeo ha emanato risoluzioni che invitavano i Paesi UE a costituire entro il 2016 Centri Senologici Multidisciplinari certificati (Breast Unit). Allo stesso modo, il Parlamento italiano, nel 2003 e nel 2004, ha approvato mozioni per garantire alle donne affette da carcinoma al seno il diritto a cure presso Breast Unit; le Regioni italiane, a partire dal 2005, hanno iniziato la loro istituzione per rispettare il termine stabilito dall’UE. La Regione Lazio, per esempio, con Decreto del 3/02/2015 ha istituto 15 Breast Unit territoriali.

A differenza di quanto stava avvenendo in Europa, in Palestina, nel 2016, non vi erano ancora Breast Unit: le donne affette da tumore al seno ricevevano cure nei reparti oncologici generali, senza entrare in protocolli di trattamento e di successivi controlli. L’analisi dei problemi effettuata nel 2016 congiuntamente dal Ministero della Sanità Palestinese e dall’ONG ELIS/Università Campus Bio-Medico identificò gli aspetti critici del sistema attuale, elencati di seguito in livelli consequenziali, concatenati come causa-effetto.

Livello 3

  • Limitata conoscenza della popolazione circa le metodiche di identificazione precoce della malattia
  • Insufficiente numero di centri di screening
  • Insufficiente specializzazione del personale medico e infermieristico sulla patologia
  • Indisponibilità di protocolli di cura multidisciplinari
  • Mancanza di direttive ministeriali sull’approccio multidisciplinare

Livello 2

  • Cure frammentate, non in linea con gli standard europei
  • Inadeguati controlli post-trattamento per prevenire recidive anche a distanza di anni

Livello 1

  • Basso numero di donne che guariscono dal carcinoma mammario

L’iniziativa, che ha portato alla nascita della prima Breast Unit palestinese, è realizzata presso l’ospedale pubblico di Beit Jala, a Betlemme, indicato dal Ministero della Sanità Palestinese (MoH), con un costo complessivo di € 1.940.598, di cui € 1.450.598 a carico dell’ Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il principale ente finanziatore italiano.

La sua durata, inizialmente prevista di tre anni a partire dal 23 marzo 2017, è stata estesa a marzo 2021 per poter attuare, con l’approvazione dell’ AICS, alcune varianti ritenute migliorative.

I Promotori del progetto sono, per la parte palestinese, il Ministero della Salute (MoH) e l’Ospedale di Beit Jala e, per la parte italiana, l’Associazione Centro ELIS (ONG ELIS) e l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM).

Attività del progetto

1.

Costituzione fisica della Breast Unit, eseguendo lavori civili e fornendo moderne apparecchiature per la diagnostica per immagini, per il laboratorio di anatomo-patologia e per la chirurgia conservativa

2.

Corsi di formazione in Italia, in Palestina e in Giordania per il personale medico e paramedico palestinese

3.

Ricerche congiunte sulla patologia in Palestina

4.

Attività di sensibilizzazione sulla malattia e sulla sua cura, rivolte alla popolazione ed ai medici palestinesi

5.

Seminari scientifici in Italia e in Palestina

6.

Altre attività mirate alla divulgazione dell’iniziativa in Italia

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